Mascherine autoadesive in vinile per spruzzare un motivo mimetico a pixel. I campi sono tagliati in tre dimensioni, da uno a tre millimetri, così il motivo mantiene la proporzione sia su un corazzato in 1:35 sia su macchine più piccole.
I dati corrispondenti non sono disponibili.
La mimetica composta di minuti blocchi rettangolari comparve a metà degli anni Novanta sulle uniformi e di lì passò ai mezzi. Uno spigolo netto funziona diversamente da una macchia sfumata: a distanza ravvicinata l'occhio lo ricompone con più difficoltà in una forma continua e la sagoma della macchina si spezza otticamente. Le verniciature a pixel si trovano perciò sui corazzati cinesi delle generazioni più recenti, sui mezzi ucraini e croati e, negli ultimi anni, anche su alcuni aerei da addestramento e da trasporto.
Chi ha provato a stendere un motivo simile con il pennello sa dove sta il problema. Ogni campo deve avere la stessa dimensione e un bordo senza sfrangiature, altrimenti tutta la verniciatura sembra una scacchiera lasciata a metà. Il set aggira questo passaggio con campi di vinile già tagliati, che si applicano sulla superficie, si spruzzano e si staccano. Il vinile è elastico, quindi si può premere anche su superfici leggermente curve e sugli spigoli delle sovrastrutture.
La pratica è semplice: prima la tinta di base su tutto il modello, poi l'applicazione dei campi e la spruzzatura della seconda tinta. Staccandoli nasce il negativo. Chi vuole un motivo a tre colori ripete tutto il procedimento. Le mascherine si prestano anche alle macchine di fantasia e alle cosiddette what if, dove non occorre attenersi alla documentazione.
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