Mascherine e decalcomanie per il modello del caccia P-40N in 1:48. Il trasparente si maschera da entrambi i lati, le grandi insegne si spruzzano e le scritte fini le completa un foglio stampato.
I dati corrispondenti non sono disponibili.
Per l'ultima grande versione del P-40 la Curtiss prese la direzione opposta a quella consueta: invece di aggiungere, tolse. Sparì una coppia di mitragliatrici, arrivarono una batteria più leggera, radiatori in alluminio e una vetratura più profonda dietro la testa del pilota. Ne uscì il P-40 più veloce di tutta la famiglia, pur sempre senza un motore adatto alle alte quote. Volò sulla Birmania, sulla Nuova Guinea e in Italia, nei colori australiani portò il nome Kittyhawk IV e restò in servizio fino alla fine della guerra.
Il risultato migliore lo dà la divisione del lavoro. Le grandi superfici delle stelle e delle bande si fanno con la mascherina, perché lì si vede bene che il colore non ha spessore. Le scritte di servizio, i numeri e le marcature dei bocchettoni di rifornimento si lasciano invece al foglio, dove la stampa resta leggibile anche sotto la lente. Il passaggio fra le due tecniche lo uniforma la mano finale di trasparente opaco, sotto la quale la differenza di finitura scompare.
Il lungo tettuccio ha nella parte posteriore telai sottili che sfuggono facilmente. Prima di prendere in mano il colore, guardate il pezzo in controluce e verificate che nessun riquadro sia rimasto scoperto. I ritagli derivano dall'abitacolo del kit Hasegawa. La pellicola avanzata servirà a coprire le ruote e a delimitare il bordo del radiatore sotto il motore.
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