Mascherine per la vetratura dell'abitacolo del caccia imbarcato Vought F4U-1A e F4U-1D Corsair in scala 1:72. I pezzi sono calcolati sul kit Tamiya.
I dati corrispondenti non sono disponibili.
Il Corsair ricevette la sua inconfondibile forma alare da un puro calcolo: l'elica enorme aveva bisogno di distanza dal ponte e la piega permise di usare gambe del carrello corte. La versione con la lettera A portò un abitacolo rialzato con una visibilità migliore oltre il muso lungo, mentre sulla versione D si aggiunsero i piloni per bombe e razzi, così il caccia divenne una macchina d'attacco polivalente. I piloti giapponesi avevano per esso un soprannome che rimandava al sibilo emesso dal velivolo durante l'attacco in picchiata. Nel servizio dei marines il Corsair si mantenne a lungo dopo la guerra e in Corea volò soprattutto contro obiettivi terrestri.
La copertura rialzata ha davanti un parabrezza fisso con alcuni riquadri, seguito dalla parte scorrevole. I pezzi applicati assicurano che la larghezza della centinatura sia uguale sui due lati, cosa che su questo tipo è il punto debole più vistoso di un modello costruito in fretta. La copertura si vede inoltre bene di lato e dall'alto, quindi davanti a essa non si nasconde nemmeno un minimo scarto nella larghezza di una singola cornice.
Il modello del Corsair si costruisce spesso e proprio per questo conviene rifinire l'abitacolo in modo che regga il confronto con gli altri esemplari su un tavolo espositivo. Un vetro delimitato con esattezza è, su una forma tanto nota, ciò che distingue un modello riuscito da una costruzione fatta in un fine settimana.
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