Mascherine per la vetratura e due serie di insegne nazionali per il trimotore italiano Savoia-Marchetti S.M.79 in scala 1:72. Il taglio corrisponde ai pezzi del kit Italeri.
I dati corrispondenti non sono disponibili.
Il Savoia-Marchetti S.M.79 fu fra i bombardieri italiani di maggior successo della seconda guerra mondiale. Il segno di riconoscimento è la gobba dietro l'abitacolo, nella quale sedeva la postazione difensiva superiore, e la costruzione mista con ala in legno e fusoliera in tubi d'acciaio rivestita in tela. Nel Mediterraneo si distinse soprattutto come aerosilurante: una coppia di siluri appesi sotto la fusoliera minacciava i convogli britannici fra Gibilterra e Malta.
La confezione risolve la vetratura del posto di pilotaggio e i finestrini laterali dall'esterno e aggiunge due serie di insegne nazionali. Le forme sono impostate sui pezzi della scatola Italeri.
Che qui manchi la mascheratura dal lato interno non è una dimenticanza. In scala 1:72 il vetro ha uno spessore intorno al decimo di millimetro e la profondità dell'abitacolo è tale che la superficie interna del montante non si riesce praticamente più a scorgere nemmeno con la lente. Su un modello dello stesso aereo grande il doppio sarebbe diverso e la mascherina interna avrebbe senso. Qui aggiungerebbe solo lavoro.
L'effetto pratico è gradevole: viene meno la parte più noiosa di tutto il lavoro, cioè inserire con la pinzetta minuscoli ritagli all'interno del pezzo prima che l'abitacolo venga chiuso. Resta un unico giro di mascheratura, che si può affrontare poco prima della verniciatura finale.
Si tratta di un accessorio per la verniciatura, il kit del trimotore bisogna averlo per proprio conto.
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