Un millimetro e un decimo, esagono ribassato per le sospensioni, il forcellone e gli attacchi degli ammortizzatori.
I dati corrispondenti non sono disponibili.
La parte posteriore della ciclistica è tenuta insieme da alcuni collegamenti grandi, che trasmettono tutta la massa della macchina e le forze delle asperità. Il perno del forcellone si blocca con un dado e una rondella, gli ammortizzatori si avvitano in alto al telaio e in basso al braccio, i supporti delle pedane si fissano a una coppia di occhielli sul tubo. Le teste qui sono nettamente maggiori che sui carter e sono di solito completate da rondelle, perché devono distribuire la pressione su un tubo a parete sottile.
Un millimetro e un decimo corrisponde appunto a questo strato. È il penultimo dei diametri singoli proposti e sul modello forma già un elemento marcato: un prisma di questa misura getta un'ombra propria e determina quanto massicce risulteranno le sospensioni. Chi sottovaluta le teste ottiene una ciclistica che appare più leggera di quanto dovrebbe.
La differenza rispetto al diametro maggiore proposto è solo di un decimo di millimetro, ma nei gruppi portanti si nota. Conviene decidere in base a quanto grande sia l'occhiello o la flangia che sta sotto la testa: la testa deve coprire l'occhiello circa fino a metà della sua larghezza, non perdersi in esso né sopravanzarlo. La superficie restante resterà poi per la rondella, se la volete accennare.
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