Materiale nero sfuso nell'esecuzione più fine, da 0,1 a 0,6 mm. Imita la cenere vulcanica, le superfici bruciate e la polvere di carbone attorno ai focolari.
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Il nero in un diorama funziona in modo diverso dalle altre tonalità. Non aggiunge forma, ma toglie luce, e per questo va usato con parsimonia. La frazione da 0,1 a 0,6 mm dà una superficie che assorbe il riflesso e la zona sotto di essa arretra opticamente sul fondo. È esattamente ciò che serve a una trave carbonizzata, a un focolare spento, all'intorno di una cucina da campo coperto di cenere o alla fascia di terra dietro un edificio incendiato.
Nel lavoro aiuta una sola regola, ossia che il nero puro in natura non esiste quasi mai. La cenere vera è piuttosto grigiastra, il carbone raffreddato va sul blu e la fuliggine fresca è di un bruno-nero opaco. Conviene quindi passare leggermente sul materiale fissato un pennello asciutto con un grigio freddo e svelarne così la profondità, altrimenti la superficie resta senza una struttura leggibile.
Con un granello così fine il fissaggio è decisivo. È opportuno far cadere sulla superficie della colla diluita con un contagocce o con una pipetta, non con il pennello, perché la passata del pennello scompone la superficie fine e lascia tracce difficili da correggere. Tenete intanto il contenitore chiuso, perché la parte più leggera si solleva a ogni corrente d'aria e si deposita là dove non la volete.
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