Il modellismo in carta è la strada più antica per arrivare a un modello proprio: bastano una lama, la colla e un po' di testardaggine. I fogli di cartoncino escono dalla stampa con colore, insegne e rivettature già addosso, quindi non c'è niente da spruzzare e niente da invecchiare.
Nella sezione convivono due formati molto diversi. Da una parte i fogli singoli in scala grande, 1/33 per i velivoli e 1/35 per le opere fortificate, dove il pezzo è abbastanza grande da sopportare un taglio appena imperfetto. Dall'altra le edizioni a fascicoli, in cui un numero raccoglie due macchine. Accanto a questi ci sono un clipper in 1/100, un'opera in cemento in 1/400 e una serie di kit semplici e giochi da tavolo per i più piccoli.
La finitura superficiale è già risolta in tipografia. Non si incollano parti stampate a iniezione: si ritagliano superfici che poi vengono piegate, arrotolate e unite con una linguetta incollata. Lo spessore della carta ha un ruolo strutturale, e ordinate e paratie vanno rinforzate con cartoncino più rigido perché la fusoliera tenga la forma.
I kit semplici hanno superfici ampie, pochi pezzi e si chiudono in un'ora: vanno bene ai bambini e come passatempo di un pomeriggio. I fogli singoli con velivoli e navi sono un altro campionato, con decine di pezzi piccoli, fusoliere curve e spesso le manovre da tendere. In mezzo stanno le opere fortificate, dove le superfici sono piane e il risultato si vede presto.
Una scala grande significa pezzi grandi, manipolazione più comoda e più dettaglio, in cambio di spazio sulla mensola: in 1/33 l'apertura alare di un bimotore degli anni Trenta arriva attorno ai 54 cm. Le scale minute sono parsimoniose e permettono di mettere più oggetti in una sola scenetta, ma lavorare su linguette da un millimetro chiede mano ferma e buona luce.
Le forbici bastano solo per i kit più elementari. Appena compaiono finestrini, aperture e profili interni serve un bisturi affilato e un tappetino che guidi la lama. Il terzo oggetto indispensabile è una riga con il bordo in metallo: su carta un taglio storto non si maschera.
Se dopo qualche modello in carta ti viene voglia della strada con gli stampi, il colore e la patina, continua verso i kit in plastica: i principi di costruzione si assomigliano, cambiano materiale e attrezzi.