Macchine che non hanno mai volato e che metà del pianeta riconosce al primo sguardo: è questa la materia del reparto. Unità umanoidi da combattimento in più edizioni di colore, caccia trasformabili che passano da aereo a robot, super robot della scuola classica, poliziotti meccanici e colossi giganteschi, più qualche rarità che con l'animazione non ha niente a che fare. La maggior parte dei kit si monta a incastro e arriva con la plastica già colorata, quindi il risultato tiene anche senza esperienza di verniciatura.
Rispetto al reparto dedicato ai mobile suit, qui la varietà di universi è la caratteristica principale. Più sotto trovi come scegliere.
Il baricentro del reparto è giapponese. Ci sono le unità umanoidi da combattimento in edizioni mono e multicolore, i caccia a geometria variabile che si ripiegano in robot, i super robot degli anni d'oro e le macchine da ordine pubblico delle serie più tecniche. Accanto a loro compaiono soggetti che stanno fuori dall'animazione — fra cui mezzi corazzati di una guerra mai avvenuta — e questo è ciò che distingue il reparto dai mobile suit, che hanno una sezione propria.
La scelta più sicura è la macchina di una serie che conosci: il montaggio diventa così anche un gesto da collezionista. Attenzione alle edizioni: le versioni multicolore sembrano finite appena aperte, quelle a colore unico lasciano spazio alla tua verniciatura.
Le figure snodate a incastro reggono la posa e il maneggiamento; i modelli a posa fissa danno di più dietro un vetro. Sui soggetti trasformabili valuta prima la tua pazienza: il passaggio da caccia a robot è un rompicapo meccanico, non un dettaglio.
Una parte dei soggetti esce in scala 1/72 e si può esporre accanto a una collezione aeronautica: il confronto fra un caccia reale e un mecha nella stessa scala è uno degli effetti più riusciti che si possano ottenere su un ripiano.
Le macchine spaziali realmente costruite — vettori, navette, capsule — stanno invece nei kit di razzi e navette: lì vola soltanto ciò che ha volato davvero.