I 120 mm sono la disciplina regina della figura singola. Dodici centimetri, cioè circa un quindicesimo del vero, portano la pittura sul terreno del ritratto: l'occhio prende l'iride, la stoffa prende la trama, l'incarnato prende le vene. L'offerta si divide in due filoni, i soggetti militari del Novecento e le figure civili e di carattere con abiti e acconciature elaborate, per lo più come colate in resina divise in più pezzi. Nella stessa casella stanno anche pezzi vicini, intorno ai 105 mm, che nella stessa vetrina non creano dislivelli. Sotto spieghiamo a chi conviene questa misura.
È la dimensione più grande tra le figure singole di uso comune, e per altezza coincide in pratica con le figure in scala 1/16, con cui condivide vetrina e metodo di lavoro. Le colate arrivano divise e non dipinte, quindi la resa finale dipende interamente dalle tue mani: nessun passaggio è nascosto e nessuno è obbligato. Un pezzo di questo formato chiede settimane, non serate, e proprio per questo conviene scegliere un soggetto che ti interessi davvero: la pazienza regge solo se il tema tiene.
A questa misura decide il viso. Conviene dipingerlo per primo e da separato, finché il pennello ha accesso libero: occhi, labbra e passaggi dell'incarnato stabiliscono l'espressione di tutta la figura. Solo dopo arrivano abito, dotazione e base.
Una superficie ampia regge la distinzione dei materiali: lana opaca, pelle semilucida, metallo freddo. È il gioco delle trame a separare una figura eccellente da una soltanto gradevole. Le ombre nelle pieghe, costruite a strati, danno peso e movimento agli abiti.
Se le campiture grandi sono una novità allenati sulla stratificazione con i figurini 75/85 mm. Il ritratto puro, senza la figura intera, lo trovi nei busti, che con i 120 mm condividono il metodo di pittura.
Le misure minori e gli altri temi sono in figurini per modellismo.